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IL SOLE-24 ORE - 20 MARZO 2002
"Libera" vuole progetti urbani in concorrenza
Aprire alla concorrenza anche nella trasformazione urbanistica, tramite gare con valutazione comparativa di progetti e separazione della proprietà fondiaria dall'iniziativa imprenditoriale. Ma al tempo stesso tutelando i diritti dei proprietari, con espropri a valore di mercato, possibilità di partecipare alla società vincitrice, perequazione di diritti edificatori.
Questi gli obiettivi della proposta di legge presentata ieri a Milano da Libera, l'associazione di imprenditori e accademici nata tre anni fa per promuovere il liberalismo (oggi presieduta da Andrea Marcucci, subentrato a dicembre a Franco Tatò). "La discrezionalità della Pa -si legge- alimentata dalle pressioni, spesso improprie, di proprietari e imprenditori aventi come unico obiettivo l'ottenimento di una facile rendita edilizia, anziché lo sviluppo di progetti di rischio, verrebbe superata dall'introduzione di bandi per la valutazione delle proposte".
Questo il meccanismo suggerito. Il Comune individua i comparti di riqualificazione, futuro teatro delle trasformazioni più rilevanti, e fissa obiettivi e indirizzi. Poi lancia bandi per sollecitare proposte, anche da parte di non-proprietari, selezione la migliore e delega il "promotore" prescelto ad espropriare le aree, con indennità pari al valore di mercato. I proprietari possono partecipare alla gara, e se non vincono possono comunque "partecipare alla distribuzione del 30% degli utili".
Gelida la reazione dei costruttori. "Siamo stati primi -rivendica Claudio De Albertis, presidente dell'Ance- a sollecitare la concorrenza tra progetti urbani. Ma che le proposte dei promotori si possano fare sulle aree degli altri mi sembra francamente inaccettabile. Il modello delle gare "urbanistiche" -continua- funziona dove si interviene su aree di proprietà pubblica, o prevalentemente pubbliche. Lo strumento esistente è quello delle Stu, che mi pare stia funzionando bene".
Scettico anche l'Istituto nazionale di urbanistica (Inu): "La concorrenza è un obiettivo condivisibile -commenta il presidente, Paolo Avarello- ma che questo avvenga con l'esproprio mi sembra irrealistico e velleitario. Va invece sviluppata mettendo a confronto, nella stessa città ma su aree diverse, più promotori per programmi di riqualificazione urbana; oppure con gare per assegnare in concessione aree pubbliche"
Alessandro Arona
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