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Il Resto del Carlino - mercoledì 28 novembre 2001
Olivetti, il federalista ante litteram
Grandissimo imprenditore e uomo che seppe sviluppare i nessi tra lavoro e qualità della vita. Ma anche precursore di un federalismo che vedeva nell'individuo e nelle 'comunità' il proprio motore immobile. Questo fu Adriano Olivetti: ricordato, nel centenario della morte, dall'associazione culturale 'Società Libera' in un convegno a Palazzo D'Accursio.
Sul contenuto del pensiero politico di Olivetti si è aperto il dibattito moderato da Alberto Projettis. Il costituzionalista Giuseppe de Vergottini ha messo in luce come la concezione di Olivetti "abbia dato contributi molto originali alla concezione di comunità e stato" e sebbene nel lavoro dell'assemblea che scrisse la Costituzione italiana non vengano considerati i suoi suggerimenti "è comunque possibile trovarne traccia negli scritti preparatori". Carlo Monaco, per una volta non nella sua veste di assessore all'urbanistica, ha definito la figura di Olivetti "leonardesca, in cui erano riunite capacità imprenditoriali, pensiero politico, amore per le arti e spirito religioso".
E a proposito del rapporto tra le idee di Olivetti e la fase neofederalista che sta vivendo l'Italia, Monaco commenta con una battuta: "Il processo di federalismo italiano moderno è tanto ambiguo e pasticcione da non poter essere collegato a quello voluto dai federalisti doc come Olivetti". A conclusione del dibattito l'intervento del presidente della Fondazione Carisbo, e membro del comitato direttivo di Società Libera, Fabio Roversi Monaco, che ha fatto notare l'ispirazione 'olivettiana' di alcuni tra i principi fondamentali della Costituzione: "Quello, in particolare, che prevede la valorizzazione dell'individuo nei livelli intermedi tra stato e cittadino".
gm. c
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