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Roma - 14/3/1999

Convegno sulla criminalità organizzato a Napoli dalla "Associazione Società Libera"
"TOLLERANZA ZERO"
Il metodo di Rudolph Giuliani divide i relatori

NAPOLI. Un convegno su Mezzogiorno e Criminalità, nella città simbolo dell’illegalità. Ad organizzare l’iniziativa, l’Associazione Società Libera che ha portato nel capoluogo campano il dibattito sui massimi modelli di difesa contro il crimine metropolitano.
Due le prospettive messe a confronto: il modello della tolleranza zero, di importazione americana, reso celebre dal sindaco di New York, Rudolph Giuliani; e la possibilità di contrastare il crimine limitandosi a rendere esecutive le regole di convivenza civile codificate nella Costituzione ed ispirate ad una impostazione liberale. Ad aprire i lavori, di buon mattino, il sindaco-ministro Antonio Bassolino che con poche parole ha evidenziato la necessità di stabilire <<un solido equilibrio tra welfare e prevenzione, unica via d’uscita per arginare la microcriminalità>>. Mentre per la grande delinquenza si è limitato ad invocare <<maggiore prevenzione da parte dei poteri forti>>. Ma ad entrare subito in medias res, il presidente dell’associazione Società Libera, nonché l’amministratore delegato dell’Enel, Franco Tatò: <<Non basta masticare slogan importati per contrastare la criminalità. Dai nostri studi emerge un chiaro senso di sfiducia da parte dei cittadini verso le istituzioni, un fatto che va addebitato alla scarsa efficienza dei processi repressivi intesi in senso lato, come l’esercizio della giustizia, l’attività della magistratura e delle stesse forze di polizia>>. Sposta l’asse del confronto, invece, il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, che focalizza l’attenzione sulla capacità del crimine di penetrare nel sistema economico nazionale: <<Bisogna riconsiderare il ruolo della Guardia di Finanza che ha la possibilità di lavorare sulla verifica fiscale e, in chiave preventiva, sulle ditte vincitrici di appalti pubblici>>. Ma il convegno si è animato durante la tavola rotonda pomeridiana, quanto a prevedere la parola è stato Peter Powers, consulente del Comune di New York, già vice-sindaco all’epoca dell’insediamento di Giuliani: <<Non so fino a che punto il principio della tolleranza zero sia più o meno esportabile nel vostro Paese e non sta a me dirlo. Ma se non siete contenti dello status quo, è ora che la leadership italiana cominci ad agire e a porre la questione dell’ordine pubblico in testa all’agenda della politica>>.
Diffida invece dei facili scioglilingua, l’avvocato penalista Raffaele Della Valle: <<Il nostro Paese ormai si regge sugli slogan, la delinquenza ha radici storiche ma è stata affrontata solo dopo l’emergenza dei fatti di Milano>>. Mentre, per il capo della Polizia di Stato Fernando Masone <<Noi possiamo intervenire sui parametri della frequenza degli interventi, i problemi nascono sulla severità e sulla deterrenza delle pene.

 

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