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Il
Corriere della Sera - 19/3/98
"HA ADERITO ANCHE DAHRENDORF"
Tatò, Scognamiglio e Sartori fondano Società’ Libera
ROMA – <<In Forza Italia non c’è niente di
liberale: c’è un uso improprio del liberalismo>>.
Questa stoccata al gruppo politico di Silvio Berlusconi viene
da Franco Tatò, amministratore delegato dell’Enel. Le
parole di Tatò sono echeggiate nella sala della stampa
estera, dove è stata presentata la nuova associazione di
cultura politica denominata <<Società Libera>>.
Tatò ne è presidente.
I promotori dell’iniziativa sono preoccupati dal
<<deficit di cultura liberale>> che, a loro
avviso, c’è in tutti i partiti italiani e dall’esigenza
di <<ridurre il terreno occupato dalla politica>>.
Il loro programma contempla, appunto, il tentativo di rendere
i partiti sempre più permeabili all’idea liberale e di
arginare lo spazio d’azione della politica.
E’ un progetto ambizioso, che ha attirato nella nuova
associazione non solo studiosi come Giovanni Sartori, che ha
assunto la carica di vicepresidente, Nicola Matteucci e Giulio
Giorello, ma anche esponenti del mondo imprenditoriale come
Letizia Moratti, Ennio Presutti, Francesco Caltagirone.
Fra i promotori figura poi Carlo Scognamiglio, che è stato
presidente del Senato. Un’importante adesione è quella del
politologo Ralf Dahrendorf, con l’aiuto del quale sarà
organizzata una mostra della democrazia liberale in Europa.
Il programma di attività dell’associazione, ha detto
Vincenzo Olita, che ne è il direttore, prevede iniziative
editoriali, seminari e convegni. Il primo è già fissato per
maggio, sarà dedicato ai cosiddetti <<poteri neutri>>,
e cioè la Authority.
Alla presentazione, Sartori ha detto che in Italia c’è
stata una <<diasporadella cultura politica, oggi
dispersa in molti ruoli>>. Ed ha aggiunto che
l’associazione <<Società Libera>> si presenta
come un’iniziativa <<politicamente disinteressata: non
vuole chiamare alla mobilitazione politica ma far riflettere
sui requisiti propri di una società liberale>>. In
Italia, ha precisato il politologo, in particolare occorre
rafforzare il requisito che garantisce l’alternanza di
governo.
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