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sabato, 21 agosto, 2004 - Corriere della Sera
UNA RETE TV DI QUALITA'
Il perché della Rai a Milano
Franco Morganti
Rai Due è da metà agosto il canale delle Olimpiadi, quindi nazionale e internazionale. Di una rete Rai a Milano, che poteva essere appunto Rai Due, da tempo non si parla più. Anche la Lega sta zitta. Sotto sotto sta prevalendo l' idea che non si può smembrare un' azienda che è alla ricerca delle sue economie di scala, al confronto con colossi come Sky, Bbc, Cnn. Ma con la legge Gasparri è prevista anche la privatizzazione di Rai, sia pure all' italiana, mantenendo una solida quota in mano allo Stato e costringendo gli investitori privati in una specie di recinto per bambini che non hanno la possibilità di crescere. Chi ha detto che questo processo debba avvenire in un unico blocco (Rai Holding) e che non si possano qualificare vari package, ciascuno con le proprie caratteristiche e, quindi, col proprio pubblico e la propria offerta pubblicitaria? Questo era il senso, fra l' altro, di una proposta partita dalla Camera del Lavoro di Milano, che si immaginerebbe lontana da simpatie privatistiche. Con la Tv digitale terrestre l' offerta Rai si allarga notevolmente: già ora si possono vedere, oltre ai tre canali generalisti, Rai News 24, Rai Education 1 e 2, Rai Utile, Rai Sport Sat, Rai Doc, Rai Med, Rai Nettuno Sat, Camera e Senato; molti nuovi programmi verranno, se Rai vuole reggere la sfida del satellite e del cavo. Tutto questo deve necessariamente essere gestito da un' unica sede e con un' unica società? Senza un progetto, finirà che Rai approfitterà della perdita delle due sale di registrazione in Fiera per abbandonare Milano. Eppure Milano ha una straordinaria concentrazione di competenze nella comunicazione, nella pubblicità, nella grafica, nell' industria di apparati radio e televisivi. E una sede al Nord potrebbe far risparmiare viaggi e trasferte per tutte le riprese al Nord. Milano è un luogo dove Rai può coltivare indifferentemente il modello di business attuale (tutto in outsourcing), oppure sviluppare proprie competenze per fare una Tv di qualità. Un esempio eloquente di come Rai possa gestire queste due modalità si è visto proprio al Castello Sforzesco di Milano il 17 giugno, in occasione del Premio Libertà assegnato da Società Libera: un evento di pregio gestito in modo avventuroso dal solito outsourcing, come i milanesi presenti al Castello hanno potuto constatare. Ma proprio Rai Due, il 14 luglio, purtroppo in tarda serata, ha trasmesso il rimontaggio dell' evento, un buon mix di cultura e spettacolo che sembrava il paradigma di una Tv di qualità. Certo a Milano preferiremmo questa seconda ipotesi: e poiché non si può fare della qualità senza gestire in proprio e coltivare competenze, una Rai a Milano dovrebbe disporre di una sede che non può più essere quella di corso Sempione: ma fra Portello, Garibaldi-Repubblica, vecchia Fiera, Sesto S. Giovanni, non mancano spazi. Basta voler progettare insieme, Rai e Milano. franco-morganti@libero.it
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