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10 agosto 2004 - GRAZIA
Le donne, secondo me
di Giulio Giorello
Il riformatore John Knox sosteneva che i veri cristiani dovessero “partecipare alla Cena del Signore” restando ritti, e non in ginocchio. Khalida Toumi Messaoudi ha scritto un libro intitolato Un’ algerina in piedi (1995), ribadendo lo stesso concetto, sfidando il fondamentalismo islamico.
Le religioni monoteistiche dell’ Occidente spesso hanno infierito sulle donne. Ma Israele seppe scegliersi un Giudice (cioè un capo) donna, Deborah. E se Knox, “suonò la tromba” della rivolta contro “l’iniquo governo di una femmina”, Maria Stuarda cambiò idea quando dovette chiedere aiuto a Elisabetta di Inghilterra. Infine, il volto più umano dell’ Islam è oggi rappresentato da donne in lotta non contro la loro fede, ma contro tradizioni che sacrificano la religiosità all’ istituzione. Khalida è una protagonista del movimento femminista algerino; nel 1993 ha redatto un nuovo codice della famiglia; dal 2002 è Ministro della Comunicazione e della Cultura.
Più volte ha visto la morte in faccia.
L’Università Cattolica di Lovanio le ha conferito una laurea ad honorem in diritti umani.
In questo giugno la “ Società Libera” le ha assegnato il Premio Internazionale alla Libertà. Qualcuno avrà visto la cerimonia e sentito il suo discorso nella ripresa televisiva – mandata in onda il 14 luglio. In “terza serata” : non era possibile un orario, che rendesse maggiormente “pubblica” la dicitura morale del personaggio? Tra l’altro, non mi pare casuale che Khalida sia laureata in matematica. C’è una sottile connessione tra questa disciplina ( che insegna l’uso critico del pensiero) e il desiderio di emancipazione.
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