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Il Denaro, 4 giugno 2002

Riqualificazione L’associazione Società Libera presenta ufficialmente a Napoli la sua proposta di legge

Urbanistica, basta con la burocrazia

Consentire ai proprietari dei suoli la partecipazione alle scelte d’amministrazione

Il fatto

Una proposta di legge sulle scelte di urbanistica territoriale. Una legge che possa ridurre la burocrazia negli interventi privati. Questa la proposta presentata ieri, presso l’Unione degli Industriali, dall’associazione Società Libera. In presenza di una legislazione eccessiva, l’associazione presieduta da Andrea Marcucci, propone uno strumento attuativo che coinvolga attivamente i privati nell’opera di sviluppo sostenibile delle citta.

Di Luisa Maradei

Sette articoli per incentivare la partecipazione dei privati alle scelte urbanistiche territoriali. Società Libera, associazione che ha tra i suoi membri Vincenzo Olita e Franco Tatò, ha presentato ieri, presso l’unione industriali di Napoli, una proposta di legge destinata ad operare nell’edilizia di comparto.
In presenza di una legislazione urbanistica eccessivamente garantista e di una pianificazione generale troppo burocratizzata, Società Libera propone uno strumento attuativo che coinvolga attivamente i privati nell’opera di sviluppo sostenibile delle città.
<< L’urbanistica è caratterizzata dall’idea che la gestione del territorio passi esclusivamente attraverso la mano pubblica >> dice Carlo Monaco, membro del comitato scientifico della società. Una società che, invece, sposa pienamente la cultura liberale. Il ruolo centralista del governo, secondo Monaco, deve essere superato e bisogna, invece, consentire al proprietario dei suoli l’effettiva partecipazione alle scelte pianificatorie.
L’urbanistica concorsuale, però, non si sostituisce agli strumenti di carattere generale (i Pissu, infatti, sono complementari al Prg) ma ne attua le indicazioni in parti strategiche del territorio che non contigue.
Il processo si indirizza, infatti, ai comparti di riqualificazione urbana, definiti Cru, che formerebbero oggetto di specifici programma di intervento per lo sviluppo urbano sostenibile, appunto i Pissu. << La nostra proposta -afferma Sergio Mattia, docente al Politecnico di Milano- realizza una sostanziale perequazione urbanistica: consente la partecipazione effettiva dei proprietari al Pissu, tutela il loro diritto a percepire un’equa indennità >>. La proposta di legge prevede, a tal proposito, forme di conferimento dei beni in proprietà a un’apposita società di recupero urbano (Sru) che gestisce gli interventi nel comparto.
<< E’ il ruolo del pubblico che cambia –ricorda Stefano Stanghellini, presidente della fondazione Astengo- da soggetto pianificatore a soggetto valutatore delle proposte private >>. I diversi Pissu riferiti allo medesimo comparto verrebbero valutati dal soggetto pubblico e selezionati in base alla loro vantaggiosità. Per Corrado Balid, docente del Politecnico di Milano << Società Libera introduce degli strumenti efficaci ed al posso con i tempi >>. Si schiera al fianco di Società Libera, Guido Trombetti, rettore dell’Università Federico 2°. << La proposta di legge è assolutamente interessante. L’Università può rappresentare un motore di sviluppo nel quadro ampio della riqualificazione urbana >>. Rispetto alla proposta di legge presentata da Società Libera, Guido D’Angelo ritiene che non servano nuove normative, basterebbe utilizzare al meglio quelle già vigenti. Per Loreto Colombo, docente dell’Università di Napoli, l’assurdità contenuta nell’attuale piano regolatore riferito al centro storico è sintetizzata dalle cinquantatrè destinazioni d’uso diverse previste. << Non è scientificamente esatto attribuire a un territorio una sola funzione urbanistica >>. Per Francesco Forte, docente all’Università Federico 2° di Napoli << Il danno più grave compiuto dalla variante generale del 1993 sta nell’aver separato la città dal suo territorio >>.
Punta l’attenzione sul ruolo del project financing, Michelangelo Marinelli, amministratore delegato Melior Consultino. << L’Italia è solo quattordicesima nell’attuazione della finanza di progetto: occorre sfruttare maggiormente questo strumento >>. Per Corrado Beguinot, presidente della fondazione << Della Rocca >>, << l’urbanistica concorsuale non può sostituire il piano regolatore generale ma ne è un segmento >>. Fabrizio Schiaffonati, docente al Politecnico di Milano, assicura che << bisogna abbandonare la logica della zoonizzazione del pgr e creare un nuovo strumento più flessibile che detti regole chiare e semplici >>. Ma, secondo, Felice Marinelli, consulente enti locali di Aversa e dell’alta irpinia << la riqualificazione, in Campania, stenta a decollare perché ci sono grossi problemi ambientali che scoraggiano gli investimenti degli imprenditori >>. Per Vincenzo Irolli, dicente alla Federico 2°, << sono necessari per un intervento di riqualificazione l’incremento dei valori sui suoli e capacità di investimento >>. Anche Roberto Tizzano (Federico 2°) rileva che << viviamo in un contesto imprenditoriale disallenato, poco abituato a rischiare. Ciò è frutto di un retaggio storico. Anche le condizioni esterne non incentivano l’imprenditoria napoletana >>. Stefano Neri, dell’Università di Pisa, parla dell’importanza della partecipazione nelle scelte della società civile. Accenna al confronto internazionale anche Luigi Fusco Girard, docente di Architettura dell’Università di Napoli, per il quale la sostenibilità urbanistica si realizza nella costruzione di un equilibrio e di un’integrazione nel medio-lungo periodo

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