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da "IL SOLE 24 ORE" - mercoledi 7 febbraio 2001
Legge e Liberalismo
Giungla normativa, antidoti a confronto
ROMA - "L'inflazione legislativa nel nostro Paese è così devastante che, contrariamente a come dovrebbe essere, l'ignoranza della legge "giustifica" la sua violazione, dal momento che, per gli stessi addetti ai lavori, è impossibile conoscere tutte le norme in vigore". Il professore azzurro Giuliano Urbani inizia così il suo intervento alla tavola rotonda finale del Convegno "Inflazione legislativa e società liberale", organizzato ieri nella sala del Refettorio della Camera su iniziativa del Gabinetto del ministro per le Riforme istituzionali Antonio Maccanico in collaborazione con "Società Libera".
Introdotto dal consigliere parlamentare Luigi Tivelli e da una relazione di Carlo Malinconico, il convegno ha trovato tutti gli intervenuti d'accordo nella valutazione
sull'abnormità della produzione legislativa italiana, le difficoltà a muoversi all'interno di esse e le gravi conseguenze in termini di efficienza e certezza del diritto. Più complesso, invece, individuare le ricette per curare "un malato più che conclamato", come ha sottolineato Carlo
Scognamiglio, che, insieme a Urbani, al ministro Maccanico e al presidente di Società Libera Franco
Tatò, ha preso parte alla tavola rotonda conclusiva. La semplificazione, a detta di tutti, è una buona strada, anche se non sembra, però, sufficiente.
Al di là del reale numero delle leggi, per alcuni più di centomila, Urbani sottolinea che anche se fossero, come è più realistico, la metà l'Italia resterebbe purtroppo comunque ancora in largo "vantaggio" rispetto agli altri Paesi occidentali.
Indicando nella "parlamentarizzazione" della politica una delle ragioni dell'inflazione legislativa, Urbani ha citato una frase di
Hayek, tratta da un volume che poco prima Luigi Compagna, intervenuto in precedenza insieme a Elio
Berarducci, Raimondo Cubeddu e Paolo De Ioanna, gli aveva regalato: "Un Parlamento onnipotente è la morte della libertà". Di forte limitazione della libertà, provocata dal numero "spropositato" non solo di leggi, ma di una produzione normativa (atti amministrativi, ecc.) senza eguali, ha parlato anche
Tatò: "Se la legge è una limitazione della libertà, più leggi ci sono minore è la libertà...", ha detto, ironizzando sulle norme della Finanziaria e sottolineando la difficoltà per gli imprenditori di operare in una tale "giungla normativa" senza correre rischi.
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