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Il Giornale - 13
ottobre 99
La mostra inaugurata da Francesco Cossiga
"AL CASTELLO CINQUE ATTI PER RACCONTARE LA STRADA DELLA
LIBERTA"
Era il 1215. In Inghilterra la pubblicazione
della <<Magna Charta libertatum>> firmava la
nascita del liberalismo anche se il mito di quell?atto superò
poi ogni confine. Quell’editto riconosceva ai nobili una
serie di privilegi e garanzie che avrebbero limitato i poteri
del sovrano, ma da sempre fu riconosciuta come il primo atto
che garantiva i diritti del cittadino. Da allora molti altri
documenti si accavallarono uno dopo l?altro a sancire le
libertà dei cittadini. Ora la storia di questa evoluzione del
liberalismo, dal versante storico e da quello filosofico, sarà
sotto i riflettori in una mostra di grande prestigio allestita
alla sala viscontea del Castello Sforzesco (orario: da martedì
a domenica 9.30-17.30, lunedì chiuso; biglietti d’ingresso:
5 mila interi e 3 mila ridotti) da sabato fino al 21 novembre.
Il merito di questa esposizione va riconosciuto a Società
Libera, associazione culturale senza scopo di lucro presieduta
da Franco Tatò e diretta da Vincenzo Olita, che esporterà
questa iniziativa in molte città italiane. L’hanno
richiesta Torino, Parma, Bologna, Roma, Napoli tanto per
citare i centri maggiori, prima di raggiungere Parigi, prima
metropoli europea a dare la propria disponibilità
all’allestimento. La kermesse sarà affiancata da un
convegno che si terrà nella sede di Assolombarda, in via
Pantano 9, da venerdì a domenica sul titolo:<<La libertà
dei moderni: tra liberalismo e democrazia>>.
Tra i relatori ci sono nomi noti della cultura, tra i quali
spiccano Nicola Matteucci, Paul Gottfried, Giovanni Sartori,
Paolo Ostellino, Giulio Giorello, solo per citare i maggiori.
La mostra invece verrà inaugurata venerdì sera alle 18
dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga,
molto sensibile al tema del liberalismo, in questa occasione
raccontato dettagliatamente e alla portata soprattutto degli
studenti, ai quali l?iniziativa sembra rivolgersi con una
particolare dedica.
L’esposizione è strutturata in cinque atti, preceduta da un
prologo e conclusa da un epilogo. Nella prima sezione,
<<Dal Giusnaturalismo moderno al liberalismo
classico>>, si dà conto di come, parallelamente
all’avvento dello Stato moderno, si sia sviluppata una
concezione giuridica e filosofica che da un lato ha
universalizzato i temi dei diritti umani e dall?altro ha
elaborato le premesse teoriche per la nascita dello Stato di
diritto. Nella seconda parte, <<La repubblica dei
diritti naturali>>, viene presentato il percorso
americano dalla <<Dichiarazione di indipendenza>>
del 1776, in cui vennero spiegate le ragioni che indussero il
popolo a dichiarare l’indipendenza dagli inglesi. Thomas Jefferson, che della dichiarazione fu l’estensore materiale,
considera il singolo individuo il miglior giudice del modo di
perseguire la propria felicità.
La terza sezione, <<L’Europa dai lumi all?età
romantica>>, si concentra sull’esperienza liberale nel
vecchio continente. Il nodo dottrinario cruciale viene
identificato nel controverso carattere della rivoluzione
francese e soprattutto nella <<Dichiarazione dei diritti dell?uomo e del cittadino>>, opera del marchese di
Lafayette, approvata l’11 agosto 1789. La Rivoluzione che ne
scaturì diede poi esiti contraddittori rispecchiando le
stesse ambiguità contenute nelle Declaration.
Si passa poi al <<Liberalismo nell?età del trionfo
dello Stato>> che presenta il liberalismo nella morsa
della questione sociale da un lato e la progressiva
nazionalizzazione della cultura e delle istituzioni politiche
dall’altro. E’ l’epoca dei due grandi spiriti liberali a
cavallo della fine dell?800 e la prima metà del ’900: Luigi
Einaudi e Benedetto Croce. Il primo, nemico dichiarato del
proibizionismo italiano e di ogni altra politica illiberale,
insigne economista e primo presidente della Repubblica dal
1948 al 1955. Croce, figura decisiva della cultura liberale,
passò dalla destra storica napoletana al marxismo di Labriola
ponendo le basi di un sistema filosofico idealistico che si
reggeva su quella che egli definì <<la religione della
libertà>>. Infine, con <<La rinascita liberale
tra Vienna e Chicago>> viene individuato il percorso
intellettuale lungo il quale è fiorita la nuova riflessione
liberale con cui si è aperta la strada a esperienze politiche
che negli ultimi anni hanno ricollegato libertà e mercato,
diritti civili e dignità dei singoli, concorrenza e
istituzioni politiche imponendo un’autentica svolta al
pensiero economico e alle scelte politiche di moltissimi
Paesi. Sono gli anni più vicini a noi nei quali il
liberalismo è diventato il prezzemolo della politica di chi
non lo conosce.
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