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Il Denaro - 20 giugno 2008

Ecco i sei Premi alla Libertà, Cerimonia a Castel Sant’ Elmo

di Iaia Leoni

Ieri in serata, a Castel Sant'Elmo, la cerimonia di chiusura della sesta edizione del Premio Internazionale per la Libertà. Il premio è stato istituito da Società Libera, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica in collabora­zione con il Comune di Napoli. Sei i riconoscimenti: a Luc Montagner per la Ricerca Scientifica, ad Enzo Bettiza per il Giornalismo, ad Adrian Cadbury per la Governance, alla casa editrice Rubbetti­no per l'Editoria, alla memoria di Oriana Fallaci per la Cultura ed infine un Premio Speciale alla Libertà è stato assegnato a Ashin Sopaka.

Sei premi per altrettanti protagonisti che, con la loro attività culturale e non solo, hanno contribuito ad affermare ed esal­tare uno dei fondamentali e inalienabili di­ritti dell'uomo.
È la seconda volta consecutiva che Na­poli ospita questa manifestazione. Quest’anno però la novità è stato il premio per l’editoria che è andato alla Rubettino di Soveria Mannelli. “La casa editrice in provincia di Catanzaro ha voluto rap­presentare il simbolo di una scelta di li­bertà in una zona difficile del nostro Pae­se, motivo per cui ha ottenuto il ricono­scimento". Così commenta Vincenzo Oli­ta, direttore di Società Libera, l'asso­ciazione che ha come missione l'ap­profondimento e la promozione del libe­ralismo.
Sei personalità internazionali che si so­no distinte nei rispettivi ambiti a favore della valorizzazione degli ideali di libertà sia dal punto di vista sociale, che culturale che educativo. Grazie alle ricerche di Luc Montagner si è stati in grado di isolare i virus dell' Aids. Adrian Cadbury, britan­nico d'origine, è stato premiato per la pro­mozione dell'etica e della responsabilità individuale in campo aziendale. Il gior­nalista Enzo Bettiza può vantare un' am­mirevole esperienza in qualità di diretto­re di quotidiani e autore di numerosi li­bri. Ha collaborato con Indro Montanel­li, con il quale ha fondato Il Giornale, e attualmente è editorialista per La Stampa. Ashin Sopaka è un giovane monaco tibe­tano, premiato per la sua concreta dedi­zione verso la causa tibetana e per la pa­ce in Birmania, che gli ha provocato l'e­silio a Colonia.
Per la Cultura si è reso omaggio alla me­moria di Oriana Fallaci, scrittrice e gior­nalista fiorentina, la prima donna in Ita­lia ad andare al fronte in qualità di inviata. I premi sono stati consegnati ieri sera da Franco Di Mare, ma sarà possibile vede­re tutta la cerimonia il 30 giugno, quan­do la consegna sarà trasmessa in differita su Rai1 in seconda serata.­

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