30.11.2007
la Discussione
Il liberalismo è etico, non economico
di Adolfo Spezzaferro
“Tutti si professano liberali, non sapendo cosa significhi. O
peggio, riducendo il liberalismo a mera dottrina economica o a
posizione di comodo, per non assumersi responsabilità”. Vincenzo
Olita, sociologo e direttore di Società Libera, ci spiega perché il
liberalismo è innanzitutto etico, legato alla responsabilità
individuale.
Qual è la vostra posizione nei confronti dell’attuale scenario
politico?
Il nostro è un lavoro culturale a monte del ragionamento politico.
Il liberalismo non è una dottrina chiusa. Per noi, fedeli
all’insegnamento di Karl Popper, la ricerca non ha mai fine. Quello
che ci preme dire è che il Paese attualmente soffre di un deficit di
liberalismo, sebbene sia diventato un termine in voga.
In che senso?
Da parolaccia inutilizzabile è diventata di moda. Tutte le altre
desinenze in “ismo” sono ormai bandite dal linguaggio politico. Il
liberalismo viene inteso come concetto neutro, un contenitore buono
per ogni occasione. Questo da una parte ha permesso che se ne parli
di più, d’altra parte però molto spesso se ne parla a sproposito. Il
liberalismo ha vinto sul piano politico a livello globale nel
momento in cui è caduto il Muro di Berlino ed è venuto meno il
nemico storico della società aperta, ovvero il totalitarismo.
Purtroppo però questo non ha comportato una vittoria sul piano
culturale.
Per quale motivo?
Per colpa di ambienti che si rifanno al liberalismo senza
conoscerlo, dandogli un’eccezione esclusivamente economica e non
etica. Tanto che se le banche danno i “bond” argentini e Parmalat
agli anziani, è normale che quelle persone rivogliano lo Stato, per
essere difesi in qualche modo. Dando questo tipo di immagine del
liberalismo si fa un danno a noi stessi.
Il liberalismo culturale non ha preso piede per via
dell’affermazione di quello meramente economico, quindi?
Sicuramente. E anche per via di chi lo ha cavalcato dal punto di
vista politico, facendo rimbalzare la parola “liberale” dallo
schieramento di centrosinistra a quello di centrodestra. Mentre il
liberalismo è innanzitutto etico, legato alla responsabilità
individuale. Ad esser giudicati devono essere i fatti, i
comportamenti.
Oltre al totalitarismo quali sono i nemici della società aperta?
Un nemico fondamentale è quello legato all’indifferenza, alla
irresponsabilità.
Qual è la causa?
Sul piano politico, ad esempio, è la ricerca affannosa del consenso,
senza alcuna costruzione “ideale” alle spalle. Voglio fare un
ragionamento che è non molto di moda…
Bene, ci dica
Spesso si dice “che bello, sono cadute le ideologie”. E questo
sarebbe un bene perché adesso c’è la politica del fare. Ma non
dovevano cadere gli steccati ideologici, perché rappresentano la
nostra visione del mondo.
E sono un continuo richiamo alla coerenza
Esattamente. C’è chi disconosce continuamente quello che è stato in
precedenza per noi professarsi liberale. Io questi individui li
definisco “liberali di giornata”. A cadere, invece, dovevano essere
le appartenenze acritiche, che giustificano tutto per partigianeria.
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