L'OPINIONE - 09 giugno 2005
Passione civile e amore per la Libertà
di Fabrizio Garavaglia
Nella splendida cornice del cortile delle Armi, al Castello Sforzesco, si tiene questa sera la terza edizione del Premio Internazionale alla Libertà. Un appuntamento di prestigio, organizzato dall'Associazione Società Libera, in cui si intende favorire la conoscenza del pensiero liberale, indicare la responsabilità e l'impegno individuale come percorso dell'uomo libero. Si vuole premiare la passione civile e l'amore per la libertà; la ricerca e l'azione di uomini e donne, verso la determinazione del pensiero e della cultura liberale.
Questa terza edizione (che sarà ripresa e messa in onda da Rai 2, martedì 14 giugno alle ore 22,30) vedrà premiati: per la sezione cultura il Cammino di Santiago di Compostela, per la sezione economia il prof. Mario Monti, per la Ricerca Scientifica la ricercatrice Barbara Ensoli. Infine, il Premio speciale alla Libertà, quest'anno è assegnato ad Ingrid Betancourt, politica e donna coraggiosa della Colombia, che ha combattuto il cartello dei padroni della droga per la libertà e la democrazia del suo popolo. Sequestrata alla vigilia delle elezioni presidenziali del 2002, Betancourt, da allora, è prigioniera dei capi del narcotraffico.
In questa occasione, vale la pena ricordare l'impegno oramai decennale di Società Libera. Nata da un'intuizione del sempre vulcanico suo direttore, Vincenzo Olita, l'Associazione è, con gli anni, cresciuta fino a diventare un sicuro e autorevole punto di riferimento nel mondo della cultura e del pensiero liberale. Ha promosso, tra l'altro, la Mostra "Il Cammino della Libertà nella storia dell'Occidente" (Milano, Roma, Bologna), una ventina di pubblicazioni, decine di convegni e incontri pubblici. Di particolare valore, e da segnalare, il "Rapporto annuale sul processo di liberalizzazione dell'Italia".
Parlando di questo Premio, viene naturale chiedersi se questo nostro Paese sia ancora capace (lo è mai stato?) di cogliere le opportunità di una cultura che vede l'uomo, l'individuo, al centro dei processi culturali e sociali. In altre parole, quest'Italia ha la forza, morale ed etica, di ripensare ad una società dove le responsabilità individuali sono dovere primario, sono il "pane quotidiano" della democrazia?
L'esempio che ci viene dai personaggi che questa sera saranno premiati da Società Libera, per il loro lucido e cristallino percorso di vita, sono giusto un piccolo, piccolissimo momento di speranza.
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