Condividi |

". Com" 9 Giugno 2005

PREMIO INTERNAZIONALE ALLA LIBERTA'

La cultura liberale in Italia probabilmente non ha bisogno di premi o riconoscimenti, ma di esempi concreti e testimonianze tangibili. In un Paese in cui tutti si dicono liberali senza conoscere, in molti casi, l'essenza del liberalismo e comportandosi, nei fatti, da monopolisti e da nemici di ogni forma di concorrenza, sarebbe opportuno recuperare la memoria di quei pensatori illuminati che hanno conferito dignità al pensiero liberale, declinandolo in prassi storica negli ambienti culturali e scientifici.
Nel campo dell'informazione si avverte assai fortemente il bisogno di una valorizzazione del concetto di libertà, inteso come pluralismo dei media e democratico accesso di singoli e collettività organizzate ai circuiti informativi, senza limitazioni di sorta, né ingerenze indebite.
L'Italia, al pari di altre nazioni europee, ha una Costituzione che non contiene riferimenti puntuali a questi principi. La libertà di manifestazione del pensiero, contemplata all'art.21, da sola non basta a garantire la democrazia dell'informazione, se non si coniuga con l'iniziativa economica nel campo dei media e con una efficace tutela di tutte le diversità. Il nostro legislatore sta faticosamente recependo le direttive europee in materia di comunicazioni elettroniche, emanando leggi che stimolano l'ingresso di nuovi operatori sui mercati, alimentando il circuito virtuoso della libera concorrenza attraverso l'informazione e la comunicazione.
In pratica, il solito teatrino all'italiana sui nomi della prossima lottizzazione Rai conferma che il peso della politica nell'informazione è ancora dominante e che di liberale, nel mondo dell'informazione, c'è veramente poco.
L'avvento delle nuove tecnologie potrà ampliare gli spazi della democrazia dell'informazione, ma nel frattempo l'angusta realtà dei nostri giorni ci ripropone il solito canovaccio di veti incrociati, scalate ardite, commistioni tra finanza e giornalismo, che si inserisce in una cornice fatta di posizioni dominanti sul mercato dei media, di finti controllori, di risorse pubblicitarie gestite in modo iniquo, di giornalisti sempre più precari, ricattabili e in balia di editori quanto meno spregiudicati.
Ci auguriamo che qualche riferimento al tema della libertà d'informazione venga fatto questa sera a Milano, al Castello Sforzesco, in occasione della terza edizione del Premio Internazionale alla Libertà, promosso da "Società Libera", sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana. Sembra un riconoscimento diverso dagli altri, da quegli sterili monumenti alla retorica, che quasi sempre i premi si rivelano essere. Su questo punto, il direttore di "Società Libera", Vincenzo Olita, è stato sempre molto esplicito, precisando che i promotori del premio intendono la libertà anzitutto come responsabilità individuale. Nel catalogo illustrativo del Premio e contenete il profilo dei premiati delle tre edizioni, emerge nitidamente la volontà di accreditare il liberalismo come una filosofia di vita che pone al centro la persona, la sua libertà e la sua responsabilità, anziché come un corpo ideologico e dottrinario chiuso e rigido. Ne consegue che l'individuazione dei premiati dovrebbe riflettere un criterio eminentemente meritocratico, basto su comportamenti eccellenti e meritevoli di riconoscimento.

Ruben Razzante

Archivio 2016

Archivio 2015

Archivio 2014

Archivio 2013

Archivio 2012

Archivio 2011

Archivio 2010

Archivio 2009

Archivio 2008

Archivio 2007

Archivio 2006

Archivio 2005

Archivio 2004

Archivio 2003

Archivio 2002

Archivio 2001

Archivio 2000

Archivio 1999

Archivio 1998

Archivio 1997

 

( inizio pagina )