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Servizio trasmesso 14 marzo 2003 sul Radiogiornale della Radio Vaticana,ore 14 

CATTOLICI E LAICI INSIEME PER UNA TV DI QUALITA’. QUESTO L’IMPEGNO CHE SI PROPONE “SOCIETA’ LIBERA”. NEL CORSO DI UNA CONFERENZA STAMPA, L’ASSOCIAZIONE HA RILANCIATO L’IMPEGNO DEL MONDO LAICO 
NELLA PROMOZIONE DI UNA TELEVISIONE CHE RISPETTI LA DIGNITA’ DELL’UOMO

- A cura di Ignazio Ingrao -

ROMA. = Liberiamoci dall’Auditel. Liberiamoci di un cinema che non rispetta i bambini. Liberiamoci di un rete internet dove la pornografia è il messaggio più diffuso. Questo l’appello lanciato stamani da “Società Libera”, un’associazione che si propone di difendere il liberalismo nel nostro paese. Dunque, al pari del mondo cattolico, il mondo liberale si mobilita per chiedere una televisione a misura di bambino e un sistema della comunicazione che rispetti la dignità dell’individuo. “Società Libera” propone di introdurre un servizio di rilevazione della qualità del prodotto televisivo e del gradimento del pubblico al posto dell’Auditel, che misura solo la quantità degli ascolti. Chiede, inoltre, di togliere la pubblicità dai programmi per bambini, di riformare i regolamenti della Commissione di revisione cinematografica e una normativa che tuteli i cittadini dall’offerta ossessiva e non richiesta di materiali pornografici su Internet. Il direttore di “Società Libera”, Vincenzo Olita, ha annunciato, inoltre, che presto verrà lanciata un raccolta di firme per liberalizzare il servizio pubblico in un quadro di regole certe a tutela degli utenti e della qualità del prodotto. Il presidente della Lux Vide, Ettore Bernabei, intervenuto all’incontro, ha indicato alcuni segni di speranza: “Il pubblico televisivo sta migliorando ed ha acquisito una buona capacità di giudizio: quando possono scegliere gli ascoltatori scelgono per il meglio”. Perciò, non fidiamoci solo dei dati dell’Auditel, ha raccomandato la giornalista della Radio Vaticana, Roberta Gisotti, ma esigiamo il rispetto della legge 249 che assegna allo Stato il compito rilevare gli ascolti e di controllare i rilevamenti effettuati dai privati. 

Servizio trasmesso il 15 marzo sul Radiogiornale della Radio Vaticana, ore 14 
e in edizione ridotta il 14 marzo ore 21 e 23.30


I BAMBINI SIAMO NOI: CAMPAGNA DI PRESSIONE LANCIATA IN ITALIA
PER LA DIFESA DEI MINORI DAVANTI ALLA TV, AL CINEMA E SU INTERNET
- Intervista con Vincenzo Olita ed Elisa Manna -

“L’inquinamento televisivo è anche peggiore dell’inquinamento ambientale ed giunta l’ora di una vera mobilitazione”: la denuncia è di Ettore Bernabei, presidente della Lux Vide, intervenuto alla Conferenza che si è svolta ieri a Roma sul tema “Tv, Cinema, Internet: nel 2003 i bambini siamo noi”. Incontro promosso da Società Libera, associazione di intellettuali ed imprenditori, che ha presentato una sorta di Manifesto per tutelare l’infanzia “nell’interesse di tutti”. Non parole che si aggiungono a parole e che restano lettera morta, ma precisi obiettivi per una campagna di pressione che Società Libera porterà in tutta Italia. Anzitutto si propone: “liberiamoci dell’Auditel, a cui sacrifichiamo da 16 anni nostri bambini e la nostra intelligenza”, come ha sottolineato la nostra collega della Radio Vaticana, Roberta Gisotti, tra i relatori della Conferenza; poi “liberiamoci di un Cinema che non rispetta i bambini, riformando l’attuale Commissione di revisione cinematografica, che non riesce a svolgere il suo compito istituzionale”, come ha denunciato Miela D’Attilia, giornalista cattolica che fa parte della Commissione; infine “liberiamoci” di una Rete Internet dove, in assenza di garanzie e tutela per i navigatori del web, l’offerta ossessiva e non richiesta di servizi sessuali campeggia in quasi tutte le home page. “Dobbiamo ormai fare i conti con una generazione virtuale cresciuta davanti uno schermo che mostra gravi segnali d’identità”, ha osservato Maria Rita Parsi, della Commissione speciale in materia d’infanzia e minori del Senato. Ma ascoltiamo l’intervista di Ignazio Ingrao al direttore di Società Libera, Vincenzo Olita, sul Manifesto aperto alla firma di tutti gli italiani.

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“Vuol essere intanto un appello; un appello per la difesa dei minori con uno slogan, chiamiamolo così, di impatto: ‘Nel 2003, i bambini siamo anche noi’. Voglio dire: il problema ormai non è tutelare soltanto i minori, ma tutelare anche gli adulti. Noi abbiamo messo insieme un po’ in questo appello tre grandi settori della comunicazione: Televisione, Cinema, Rete Internet. Non si tratta di fare – come dire – censura a tutto spiano, anche perché come associazione che si occupa di liberalismo siamo per definizione contro ogni tipo di censura, a priori. Siamo però per un discorso di responsabilità individuale, perché liberalismo per noi significa essenzialmente responsabilità individuale, e quindi se responsabilità deve esserci, deve esserci un po’ a tutti i livelli”.

“Società libera” chiede più qualità nel servizio pubblico: a questo proposito Elisa Manna, ricercatrice del Censis e membro del Comitato Tv e minori, si rivolge al nuovo presidente della Rai, Lucia Annunziata:

“Io credo innanzitutto di tener conto delle istanze che vengono dal pubblico, quindi al nuovo presidente della Rai rivolgerei un appello: quello di avviare una riflessione interna alla Rai, per esempio, per quanto riguarda la rappresentazione della donna. C’è una grande stanchezza, una grande insofferenza rispetto ad un’immagine femminile del tutto falsa. Ecco, questa potrebbe essere una delle ‘piste’ per ripensare la qualità televisiva. E un’altra pista importante: ritornare a fare cultura vera in televisione, naturalmente farla nella forma più accattivante; ma che la televisione, che è il vero grande mezzo di socializzazione per i minori, diventi lo strumento per avvicinarli ad altre forme di consumo: al teatro, al cinema, alla grande realtà dei beni culturali, alla lettura, soprattutto”.
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