il Resto del Carlino
25 novembre 2001
Adriano Olivetti l'uomo che visse il futuro
Cent'anni fa nasceva Adriano Olivetti, imprenditore
'rivoluzionario', editore e scrittore, definito «l'uomo che visse il
futuro». La figura e l'opera di Olivetti vengono ricordate martedì
nel convegno Oltre la tecnica, le idee di Adriano Olivetti (Cappella
Farnese, a palazzo d'Accursio, dalle 9,30) organizzato
dall'associazione culturale «Società Libera». L'associazione -
esempio di istituzione privata che si occupa di cultura politica
senza essere parte politica - ha per scopo la promozione del
liberalismo.
Olivetti non considerava il profitto come unico fine dell'azienda.
«Concepiva l'impresa soprattutto come mezzo per ridistribuire
ricchezza, aumentare la qualità di vita degli operai e delle loro
famiglie, di chi gravitava intorno all'impresa, della comunità in
cui l'azienda era inserita», afferma Giancarlo Fabj, presidente del
Circolo bolognese di Società libera.
Per l'imprenditore, il lavoro era una missione, un imperativo
categorico cui "uomo doveva rispondere per dare un valore
eticomorale all'esistenza. «Tutti avevano il dovere di lavorare ma
di lavorare in condizioni gratificanti, perché il lavoro non fosse
peso e costrizione». Da qui la rivoluzione nel concetto di fabbrica,
che doveva essere un luogo il più gradevole possibile. «Ecco allora
gli ambienti 'a misura d'uomo', le biblioteche con migliaia di
volumi, gli spettacoli teatrali gratuiti nei locali della mensa,
con, fra gli altri, Dario Fo, Gassman, Pasolini», commenta Fabj.
Un'altra delle passioni di Olivetti fu l'urbanistica. La sua
concezione della fabbrica come motore centrale dell'economia non lo
esimeva dal rispetto più rigido delle regole ambientali. «Da qui -
afferma Fabj - stabilimenti, case per i lavoratori, asili nido,
colonie, commissionati ai più famosi architetti e inseriti
magistralmente nel territorio» .
Un senso del bello che si trasferì anche ai suoi prodotti, di
altissima qualità ma anche piacevoli allo sguardo. «Olivetti inventò
il design industriale», ricorda ancora Fabj. I suoi prodotti
diventarono famosi
nel mondo e oggi - Lettera 22, Lexicon 80, P20 - sono in mostra nei
musei di arte moderna.
AI convegno, fra gli altri, partecipano Laura Olivetti (presidente
della Fondazione Adriano Olivetti), il sindaco Giorgio Guazzaloca,
Romano Volta (presidente di Assindustria Bologna), Giancarlo Lunati
(presidente onorario Tci), Fabio Roversi Monaco (presidente della
Fondazione Carisbo). |
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