IL DENARO
24 novembre 2001
Trecento sensori della realtà locale
di Claudio d’Aquino
Parla Fabiola Finoia: Ecco cosa fanno e cosa si propongono i
circoli liberali
1 circoli di Società Libera sono venti e raccolgono trecento
aderenti. Si propongono di sostenere la ricerca sul pensiero
liberale, promuovere iniziative di divulgazione culturali,
manifestazioni pubbliche, convegni, seminari, mostre, iniziative
editoriali. Sono vivai di “intelligenze” da cui l'istituzione
attinge, sensori della realtà locale. Il liberalismo è sempre stato
considerato patrimonio di pochi e per pochi, l'originalità del
progetto di Società Libera, consiste nel far si che la cultura della
liberta non appartenga più a una ristretta élite.
Continua la collaborazione tra il Denaro e Società libera tesa alla
divulgazione della cultura politica improntata al liberalismo.
Stavolta tocca a Fabiola Finoia, responsabile dei circoli di Società
libera spiegare nell' intervista che segue scopi e programmi dei
club.
Promuovere il liberalismo, " inteso come teoria morale della libertà
e della responsabilità della persona, e come teoria politica delle
istituzioni che stanno alla base della vita civile ed economica,
nella convinzione che è soltanto da regole morali e da istituzioni
salde che può derivare la condivisione degli ideali liberali. E'
questo lo scopo per il quale sono nati i circoli di Società Libera,
istituzione presieduta da Franco Tatò e diretta da Vincenzo Olita
(presidente del comitato scientifico è Nicola Matteucci). La
responsabilità del coordinamento nazionale dei circoli è di una
donna, Fabiola Finoia, che chiarisce al Denaro obiettivi e programmi
delle sezioni territoriali dell'associazione.
Domanda. Qual è la funzione dei circoli di Società Libera?
Risposta. I circoli si propongono di sostenere la ricerca sul
pensiero liberale, promuovere iniziative di divulgazione culturale,
manifestazioni pubbliche, convegni, seminari, mostre, svolgimento di
corsi, iniziative editoriali e intrattenere rapporti con altre
organizzazioni aventi scopi simili. .
D. Insomma, i circoli sono un'emanazione territoriale di Società
libera?
In sostanza sì. Sono vivai di «intelligenze» da cui l'istituzione
attinge, sensori della realtà locale. Vede, il liberalismo è sempre
stato considerato patrimonio dei pochi e per pochi, l'originalità
del progetto di Società Libera, grazie al presidente Tatò e al
direttore Olita che hanno voluto fortemente la nascita dei circoli,
consiste anche in questo: far sì che la cultura libera non
appartenga più solo ad una ristretta élite.
D. Quanti sono i circoli sul territorio nazionale?
R. I circoli sono attualmente venti e raccolgono più di trecento
aderenti. Entro il 2002 Società ibera sarà dotata di una presenza su
tutto il territorio, sarà organizzata su base regionale ed ogni
regione avrà a sua volta un coordinamento che raggrupperà i
presidenti di ogni provincia, Questo perché il desiderio dell'
Associazione è quello di mettere in contatto le varie realtà del
Paese.
D. Qual è il suo ruolo in questo contesto?
R. ,Il mio ruolo è quello di coordinare la struttura e le iniziative
dei circoli.
D. Come interagiscono fra loro le unità territoriali e, soprattutto,
come comunicano?
R. Attraverso incontri mensili, internet e un forum privato a cui
accedono solo i responsabili locali dei circoli. C'è inoltre
l'appuntamento annuale della convention che vede riunita l'intera
comunità culturale di Società Libera assieme a consiglio direttivo,
comitato scientifico e circoli.
D. Quali iniziative contate di mettere in campo in futuro?
C'è un programma molto articolato e strutturato per il 2002 a
livello nazionale. Cominceremo
con il premio Marco Minghetti, per passare poi al Convegno per il
centenario della nascita Karl Popper. Sono poi previste iniziative
al Salone del Libro di Torino, master di formazione politica, la
pubblicazione del terzo rapporto sul processo di liberalizzazione
della società italiana, la seconda edizione del Premio Bruno Leoni.
A queste vanno aggiunte tutte quelle che verranno sviluppate su base
locale.
D. Ha fatto un cenno al Rapporto sulla liberalizzazione. Vuole
spiegare di cosa si tratta?
R. Il Rapporto è un contributo di studi e di ricerca che Società
Libera apporta annualmente. E' il modo di riflettere periodicamente
su quale sia concretamente la situazione in Italia. Purtroppo
nonostante i continui richiami al liberalismo vi è in Italia un
deficit di cultura libera che la quotidianità politica stenta ad
avvertire. Da pochi giorni è stato presentato a Roma il secondo
rapporto e quest'anno sono stati individuati dieci sottosistemi come
settori prioritari da esaminare.
D. Con quali sistemi viene effettuata questa analisi?
Utilizzando, nel limite possibile, parametri oggettivi su alcuni
casi è stato agevole individuare anche dei raffronti internazionali
che hanno permesso di stabilire il livello di liberalizzazione del
Paese in quei settori.
D. Di quali settori si tratta?
R. Comunicazione, welfare e lavoro, finanza, sistema politico,
garanzie e poteri regolatori, università e scuola, gestione del
territorio, giustizia e diritti, privatizzazioni e sicurezza.
D. Qual è lo stato di salute del liberalismo in Italia?
R. E' un quadro fatto di luci e ombre. Le ombre riguardano
innanzitutto i ritardi nelle dismissioni delle aziende a
partecipazione statale. |
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