Avvenire
17 novembre 2001
La maglia nera va alla Giustizia: troppe inefficienze
L’Italia resta maglia nera nella “ hit” della cultura liberale
ROMA (G. Gra.) In Italia, nonostante i continui richiami al
liberismo, esiste ancora un «deficit di cultura liberale», È questa
la conclusione alla quale è giunto i12° Rapporto sul processo di
liberalizzazione della società italiana, promosso dall'associazione
culturale "Società Libera", presieduta da Franco Tatò,
amministratore delegato dell'Enel.
Il Rapporto, che è stato presentato ieri alla stampa, analizza dieci
settori fondamentali per la vita del Paese, l'amministrazione e il
territorio,l'informazione, il Welfare e il lavoro, il mondo
finanziario, le politiche pubbliche, gli organi di garanzia,la
scuola e l'università, la giustizia, la sicurezza e le
privatizzazioni. E per ognuno di essi assegna voti, esprime rilievi
e offre suggerimenti, sempre da un'ottica rigorosamente "liberale".
«Maglia nera» per "Società Libera" rimane il sistema giudiziario,
connotato da «terribili inefficienze» e da un numero enorme di
giudizi pendenti (3 milioni e duecentomila per il primo grado nello
scorso anno). I dati parlano chiaro: per la conclusione di un
processo in Italia bisogna aspettare mediamente quattro anni contro
i sette mesi e mezzo della Francia e i sei mesi della Germania.
Anche in altri campi ci sono delle ombre notevoli. Da Giuliano
Cazzola arriva un giudizio critico sulla passata legislatura per
quanto riguarda pensioni, sanità, lavoro e Stato sociale: «Dopo un
avvio contrastato, ma non privo di speranze e risultati - scrive
l'economista - l'eclissi del riformismo ha coinciso con la guida
diessina dell'esecutivo. Più forti sono diventati i condizionamenti
del sindacato e della Cgil, ovviamente a scapito del tasso di
liberalizzazione dell' economia e della società italiana».
Enrico Cisnetto si è invece esercitato sui ritardi del capitalismo
italiano: «Il nostro è un capitalismo dove gli imprenditori
diventano ricchi, ma rimangono piccoli dal punto di vista
industriale». Ma la maturazione del sistema, secondo il Rapporto di
"Libera Società" «deve avvenire attraverso la creazione di strutture
finanziarie, come i fondi pensione, e il potenziamento del risparmio
gestito, che sottraggano i mercati dalla volubilità della
speculazione e dei daytrader Un mercato stabile necessita di pubblic
company, dietro cui c'è la sicurezza dei fondi pensione».
Altrimenti, una troppo brusca accelerazione «verso il libero mercato
porterebbe alla creazione di un mercato fragile a rischio di deriva
oligopolistica straniera».
Per quanto riguarda il sistema formativo, il Rapporto di "Società
Libera" dà una forte apertura di credito alle proposte del nuovo
ministro Letizia Moratti, che introdurrebbero «notevoli elementi di
qualità culturale e di libertà nella scuola». Una valutazione
prudente perché affermano Stefania Fuscagni e Luciana Lepri, «i nodi
politici da sciogliere sono di non poco conto e al momento non è
dato di sapere con quali compromessi e a quale prezzo verranno
superrati»,
Tra le altre proposte di "Società Libera", l'idea di un difensore
civico per l'informazione, la necessità di mettere ordine nella
proliferazione di Autority e l'esigenza di una drastica
delegificazione e semplificazione amministrativa. |
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