ItaliaOggi
16 novembre 2001
Italia, privatizzazioni d’oro
Incassati oltre 236 mila mld dal 1992 a oggi
di Filippo Caleri
Privatizzazioni d'oro quelle compiute in Italia dal 1992 ad oggi.
Ma lo smantellamento delle partecipazioni statali è ancora in mezzo
al guado. Se lo Stato ha incassato oltre 236 mil miliardi di lire,
con una media di risorse aggiuntive affluite nel bilancio pubblico
pari
All’1,4% del pil annuale, il patrimonio industriale. ancora da
cedere è pari al 50% del totale.
E solo un terzo dei ricavi (71.600 miliardi di lire) riguarda il
trasferimento delle quote di controllo di imprese. Il dato emerge
dal 2° rapporto sul processo i liberalizzazione della società
italiana. presentato oggi a Roma da Società Libera, l'associazione,
presieduta da Franco Tatò, composta da imprenditori ed economisti,
tra i quali Giuseppe Pennisi, Giuliano Cazzola, Raimondo Cubeddu ed
Enrico Cisnetto, che studia l'applicazione del liberalismo in
Italia. La riflessione sulle riforme liberali in Italia, è compiuta
attraverso un indagine su dieci settori economici che comprendono
oltre a quello delle imprese di proprietà pubblica, anche quello del
mondo dell'informazione, del mercato del lavoro, della borsa, della
giustizia e della scuola.
Anche se incompiuta, la privatizzazione sembra aver giovato
all'efficienza delle aziende cedute dallo stato. In queste, per
esempio, il valore aggiunto per addetto è salito di quasi la metà
rispetto al triennio precedente l’acquisizione, l'intensità del
capitale per addetto è aumentata del 35%, così come il margine
operativo sul fatturato cresciuto di cinque punti percentuali. Ma
c'è un altro aspetto che il processo di dismissione del patrimonio
industriale ha stimolato. Quello della diversificazione del
risparmio finanziario delle famiglie: la quota di azioni e fondi
comuni nei loro portafogli. è, infatti, più che raddoppiata (45,6%
nel '99 dal
18,4% del"95).
L'analisi condotta dagli autori si è appuntata anche sulla qualità e
quantità della produzione legislativa, partendo dal presupposto che
l'eccesso e la bassa qualità dei provvedimenti
di legge sono riduttivi della libertà individuale.
Così il rapporto segnala a tutto il '96 l'esistenza in Italia di
oltre 12.727 leggi, contro le 7.325 della Francia e le 5.587 della
Germania. Non solo. Nella penultima legislatura il parlamento ha
approvato complessivamente 905 testi, con una media mensile di 15,1
leggi, in crescita rispetto alla XI e XII legislatura. E’ stato il
1999 l'anno che ha visto il maggior picco di emanazione di leggi con
200 provvedimenti, quasi il doppio di quelli approvati nello stesso
anno in Francia, il triplo di quelli spagnoli e cinque volte quelli
britannici.
Da segnalare, inoltre, il tempo medio di approvazione che nel corso
della XII legislatura è stato di 279 giorni. In più, mentre per
quelle di iniziativa parlamentare il tempo necessario
all'approvazione è stato di 508 giorni, si è ridotto a 188 giorni
per quelli presentati dal governo. Ma l'iniziativa governativa
accresce considerevolmente anche la probabilità di concludere con
successo l'iter di un disegno di legge. Più della metà di quelli
presentati dall'esecutivo sono infatti stati approvati, contro il
2,4% di quelli di iniziativa di deputati e senatori.
Quanto alla qualità legislativa è da registrare che negli ultimi tre
anni è triplicata la percentuale di leggi delega e di autorizzazione
alla delegificazione, che dalle 13 della XI legislatura pari al 4%
del totale, sono diventate 108 nella XII, corrispondenti al 14%.
Un altro settore toccato dall' indagine di Società Libera è quello
del lavoro. Tra il '96 e il 2000 si è registrato un incremento
complessivo di occupati pari a 995 mila persone (+4,7%). Di questi
sono stati 373 mila quelli con un rapporto permanente, e 486 mila
gli occupati temporanei.
Per quanto riguarda il rapporto tra lavoro dipendente e
indipendente, l'Italia continua ad avere un vero e proprio primato
della seconda tipologia: sono quasi 6 milioni di persone occupate
nel lavoro autonomo, pari al28% del totale. Interessante è infine il
dato del lavoro interinale. Le associazioni che operano nel settore
hanno stimato lo scorso anno oltre 472 mila chiamate, 1'80% in più
rispetto al '99. |
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