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IL DENARO
16 novembre 2001

La maglia nera del sistema giustizia

Lo studio fotografa limiti e ritardi del percorso di modernizzazione del nostro Paese

Nel settore delle insolvenze d'impresa si tocca il fondo: a fronte, di un passivo fallimentare di oltre 11 mila miliardi, le procedure di giustizia riescono a distribuire ai creditori un attivo di solo 2 mila miliardi, per di più' a un costo di spese di giustizia non inferiore a 500 miliardi.

Società Libera, l'istituto che promuove la cultura politica liberale in Italia, presenta stamattina a Roma (Residenza di Ripetta, ore 11) il secondo Rapporto sul processo di liberalizzazione della società italiana. Un documento, curato da Giuseppe de Vergottini, ordinario di Scienze giuridiche all'Università di Bologna, che intende misurare lo stato di diffusione della prassi liberale nei principali settori della società italiana. la conferenza stampa di presentazione è introdotta da Franco Tatò, presidente di Società Libera. All'incontro con la stampa partecipano inoltre Adolfo Balestrieri, Franco Cangini, Giuliano Cazzola, Enrico Raimondo Cubeddu, Stefania Fuscagni, Sergio Mattia, Piergiuseppe Monateri, Giuseppe.Pennisi, Ernesto Savona, Salvatore Zecchini.



Il sistema giudiziario italiano è il settore dell'organizzazione dello Stato che, più in ritardo nel processo di liberalizzazione della società italiana. E' questo il responso che emerge dal Rapporto sul grado di liberalizzazione in Italia (sommario in basso) che Società Libera presenta stamattina a Roma presso la Residenza di Ripetta (ore 11). L'istituzione presieduta da Franco Tatò ha affidato a un gruppo di professori ed esperti il secondo check up del liberalismo italiano che presenta un quadro in chiaroscuro con alcuni settori, come la giustizia, in preoccupante zona d'ombra.

Troppe pendenze
Con oltre tre milioni di giudizi pendenti in primo grado e duecentosessantaseimila in secondo grado (in Cassazione quarantaduemila pendenze rispetto a un numero di decisioni annue che si attesta sulle trentamila unità), le inefficienze della giustizia italiana spingono il Paese in basso nella classifica europea. 1 dati dei tempi di decisione in primo grado sono inequivocabili: quattro mesi e mezzo il Francia e sei mesi in Germania. Ma è nel settore delle insolvenze d'impresa che si tocca il fondo. «in base a una ricerca condotta dal Centro Einaudi e dall'Unione industriali di Torino - si legge nel Rapporto - si evince che di fronte a un passivo fallimentare di oltre 11 mila miliardi le procedure di giustizia riescono a distribuire ai creditori un attivo di soli 2 mila miliardi»: e ciò avviene per di più al costo di 500 miliardi in spese di giustizia e onorari dei curatori fallimentari.
Il Rapporto è frutto dell'impegno di un gruppo di lavoro che ha individuato dieci sottosistemi come campi prioritari per misurare il processo di liberalizzazione nel nostro Paese: comunicazione, welfare, finanza, sistema politico, garanzie e poteri regolatori, università e scuola, gestione del territorio. giustizia, sicurezza, privatizzazioni. “Luci ed ombre - spiega il direttore di società libera Vincenzo Olita - si alternano in ognuno dei sottosistemi. E' allarmante, però, che il raffronto con la situazione europea lasci solo esili speranze che in un prossimo futuro si possa pervenire ad un necessario riequilibrio delle disfunzioni della giustizia italiana».

Deficit di cultura
In occasione del primo Rapporto Società libera evidenziò la persistenza di un deficit di cultura liberale nel Paese pur in presenza di continui richiami ad impostazioni economiche, sociali e politiche connotate sul versante del liberalismo, «Oggi - conclude Olita - ci sembra di poter affermare che, specialmente in Europa, il liberalismo abbia subito non pochi negativi contraccolpi sul terreno culturale e, ancor più, sulla percezione che l'opinione pubblica ha di esso. La concezione del liberalismo cui fa riferimento l'associazione intende esaltare il ruolo delle responsabilità individuali in una società aperta, come presupposto per favorire lo sviluppo di libertà in un quadro di poche, ma certe e ben definite regole. Obiettivo che, secondo gli analisti di Società Libera, incontra oggi maggiori difficoltà di affermazione a seguito della crisi internazionale e dell'arresto della crescita economica che stimolano sempre più la richiesta di una maggiore presenza dello Stato e della mano pubblica in generale.
Proprio per vigilare e monitorare questo processo, a partire dallo scorso anno, Società Libera ha promosso una riflessione su quelli che appaiono alcuni dei temi di maggiore attualità nel processo di liberalizzazione che il Paese sta affrontando, E questo attraverso la pubblicazione di contributi di esperti di cui è nota la competenza sugli argomenti trattati, «Le questioni che vengono affrontate quest'anno spiega Giuseppe de Vergottini, ordinario di Scienze giuridiche all'Università di Bologna - non sono nuove, in quanto è facile constatare che sono oggetto di dibattito in diverse sedi. Ma il Rapporto le affronta con un approccio che lo distingue dalla maggior parte dei commenti che conosciamo».

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