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IL SOLE 24 ORE - 29/10/2000

IL RAPPORTO DI “SOCIETA' LIBERA”
“L’inefficienza del Welfare frena le liberalizzazioni”

ROMA – Per ridisegnare definitivamente il sistema italiano di Welfare “occorre un patto sociale internazionale a livello europeo”. Non ha dubbi Carlo Scognamiglio: la riforma del Welfare è necessaria, anche perché senza di essa non si può pensare di ridurre in modo sensibile la pressione fiscale. Ma, secondo Scognamiglio, già presidente del Senato, “l’Italia da sola non ce la può fare, come dimostra anche l’esito non certo positivo del tentativo intrapreso in questa direzione dal Governo D’Alema”. Per questo motivo serve una “concertazione internazionale tra Italia, Francia e Germania”: solo in questo modo è possibile realizzare una vera riorganizzazione del Welfare. E proprio l’invecchiamento del sistema di Stato sociale italiano è stato, insieme alle liberalizzazioni, al centro della presentazione da parte di “Società Libera”, l’associazione presieduta dall’amministratore delegato dell’Enel, Franco Tatò, del “Primo rapporto sul processo di liberalizzazione della società italiana”. Presentazione alla quale, oltre a Scognamiglio, hanno partecipato studiosi, economisti e politici.

Quella che emerge dal rapporto è una società impegnata nel processo di liberalizzazione, che sconta però gli effetti di un Welfare ormai “anziano” e non in grado di offrire un futuro ai giovani. Emerge anche la realtà di un quadro normativo molto avanzato, che troppo spesso però non trova efficace applicazione, di una giustizia lenta, di una scuola sempre più in crisi d’identità, di un sistema di sicurezza poco efficace, persino di una informazione marcatamente condizionata.

Uno scenario non proprio roseo, insomma, quello tratteggiato dal rapporto, commissionato ad un gruppo di esperti dei vari settori con la convinzione che “in Italia, nonostante i continui richiami al liberalismo, vi sia un deficit di cultura liberale”, non evita di evidenziare alcune zone di eccellenza. In ogni caso – ha sottolineato Tatò – il rapporto va considerato come un “punto di partenza”, un contributo per la riflessione.

In quest’ottica va interpretato anche il capitolo sul Welfare, curato da Giuliano Cazzola. L’attuale Stato sociale è quello di un Paese che si prepara agli scenari futuri “con la più grande imprevidenza” e “con l’ottusa determinazione a difendere i privilegi dei padri anche a costo del futuro dei figli”. Il tutto alimentato da una “situazione previdenziale” che continua ad assorbire più di due terzi della spesa sociale e da una sanità che, gravata da 117mila miliardi di spesa pubblica, deve fare i conti anche con una spesa privata quasi totalmente a carico delle famiglie (per circa 40mila miliardi).

Molta attenzione è stata data alle privatizzazioni. Un processo – ha fatto notare Scognamiglio – che procede, seppure lentamente, dopo essere partito in ritardo, anche se in questo caso, per una volta, l’Italia è riuscita a avventurarsi su questo settore con una preventiva pianificazione conseguendo alcuni risultati “sicuramente buoni ed altri meno buoni”. Scognamiglio ha auspicato che Giuliano Amato, nonostante l’avvicinarsi della scadenza elettorale, possa dare nuovo impulso a questo processo e ha individuato nell’eliminazione “dell’influenza dell’azionista occulto” uno dei futuri passi da compiere, non senza ricordare la situazione dei servizi forniti da Poste e Fs “con livelli di produttività scandalosi”.

Quanto agli altri settori toccati dal rapporto, vengono evidenziati i problemi della scuola, con un quadro in cui è gravemente limitato il diritto d’insegnamento da parte dei docenti, della giustizia, con un sistema poco efficiente e flessibile, e della sicurezza, ancora alla ricerca di un efficace controllo della criminalità.

M.ROG.

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