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IL RESTO DEL CARLINO - 24 giugno 2000
Il ‘club della libertà’ nel solco di Croce e
Tocqueville
Si chiama ‘Società libera’ ed è
un’associazione apartitica di cultura politica che, dopo
l’esperienza romana, attecchisce bene anche a Bologna (il
consiglio direttivo nazionale presieduto da Franco Tatò,
contempla fra gli altri Letizia e Gian Marco Moratti, Vittorio
Merloni, Francesco Caltagirone, Carlo Scognamiglio, Ralf Dahrendorf). Presidente del comitato scientifico è il
professor Nicola Matteucci, uno degli ideologi de ‘Il .Mulino’,
da cui evidentemente ‘Libera’ trae spunti di ricerca.
Proprio Matteucci, ieri, nel fiabesco gioieIlo barocco di
Santa Maria della Vita, ha definito questa specifica
esperienza culturale “il tentativo di unire il vivere civile
alle migliori intelligenze”. E se l’ultimo grande teorico
del liberalismo fu Benedetto Croce, che durante.la dittatura
fascista definì l’ideale liberale come “religione della
libertà, altri modelli cui si ispira il gruppo di
professionisti, docenti e medici di ‘Società libera’ sono
Luigi Einaudi e Alexis de Tocqueville, che studiò la
democrazia attraverso le istituzioni statunitensi. La costola
associativa bolognese ha come presidente Alessandra Servidori,
tra i sostenitori l’avvocato Valeria Fabj, il dirigente
sanitario Maurizio Guizzardi, Francesca Puglisi, Giuliano Cazzola. Ieri il gruppo ha presentato le future iniziative
culturali, prima fra tutte quella di sabato prossimo (Sala del
Baraccano, ore 17) su ‘Il liberalismo oggi: visto da destra
e da sinistra’, la prima di una serie di conversazioni
pubbliche sull’ar-gomento. Interverranno i professori
Augusto Barbera, Angelo Panebianco e Furio Bosello. All’
iniziativa sono stati invitati i due candidati alla presidenza
della Regione:- Gabriele Canè e Vasco Errani.
Barbara Beghelli
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