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Newsletter Quindicinale
Anno V - n. 100 - 15 dicembre 2005

A PROPOSITO DI ... CLASSE DIRIGENTE
di V. Olita

Dal convegno di Società Libera “Classe dirigente. Tempo di volpi o tempo di leoni?” Milano 26 gennaio 2004.

Solo un paio di mesi fa eravamo ben lontani dall'immaginare quale livello avrebbe raggiunto la crisi di credibilità della dirigenza del mondo bancario ed imprenditoriale, di quel mondo che comunemente indichiamo come capitalismo finanziario….
La nostra concezione del liberalismo ci porta ad essere le vittime culturali di una crisi che non è contingente, non è legata al mancato rimborso di bond argentini, Cirio o Parmalat o all'azzeramento del valore di titoli azionari. Se così fosse, saremmo solo nell'ambito di una crisi finanziaria ed a soffrirne sarebbe solo il capitale di rischio coinvolto. La criticità della situazione trova nelle turbolenze economiche-finanziarie solo l'iceberg più evidente…. 
Crediamo che sbaglierebbe chi pensasse di affrontare il momento di criticità che incide sulle nostre classi dirigenti, solo attraverso riforme e correttivi tecnicistici….
Il liberalismo ha bisogno sì di regole, ma che siano poche, chiare e condivise. Ben vengano quindi i correttivi, ben vengano le necessarie incompatibilità, la separazione tra controllati e controllori….
Il Paese ha bisogno di uno scatto di reni, di un sussulto etico, di una profonda trasformazione culturale che, investendo tutti noi, coinvolga anche la classe dirigente. Una classe dirigente che per essere tale bisogna che affianchi alla sua specifica professionalità, la capacità e la voglia di essere soggetto di cambiamento…..
Il Paese ha bisogno di una mobilitazione delle coscienze che, al di là di obsolete divisioni tra destra e sinistra, sia capace di risvegliare il nostro sentimento di appartenenza ad una comunità, la nostra voglia di cittadinanza….

Commento di oggi: l'Europa è impotente, il Governo pure, la Magistratura altrettanto. Diamo voce all'indignazione collettiva con una campagna dal titolo IO MI DIMETTO! 
Mandateci le vostre proposte.

IL FATTO
di P. Avanti

Il governo sta per concludere la sua parabola partorendo una Finanziaria che non ha nulla da invidiare a quelle del passato, di democristiana memoria. Ce n'è per tutti: dal solito mini-condono al concordato fiscale, a fantasiose tasse come la pornotax e quella sui film violenti. Nessuna riforma strutturale e non poteva essere altrimenti: un governo a fine legislatura non prenderà mai decisioni impopolari. E così, con questa Finanziaria si congeda dopo aver tradito quasi tutte le promesse liberiste fatte quattro anni fa e lasciando in eredità un po' di leggi ad personam, una legge elettorale che rischia di riportarci ai fasti della Prima Repubblica e, irrisolti, tutti i problemi di un'economia in crisi. 

LIBERTA' E' ...
Gli ordini professionali
di V. Alberti

Il punto 1 del Manifesto di Società Libera sostiene "l'abolizione dell'obbligo di iscrizione agli ordini professionali".
Il tema interessa la liberalità come cultura politica nella sua essenza democratica. C'è un aspetto che più di ogni altro rende criticabili gli ordini professionali italiani: la loro secolare natura corporativa. 
L'Unione Europea, forse, è l'unica nostra speranza. Essa, infatti, preme perchè tali strutture vengano rivoluzionate se non, addirittura, smantellate. 
Ma perchè, dunque, la questione interessa l'istanza liberale come quella democratica? Perchè un giovane, per accedere a una professione, si trova di fronte un muro di gomma, una inespugnabile fortezza di regole, privilegi, chiusure determinate proprio dagli ordini professionali che gli impediscono di fatto di esercitare ciò per cui ha studiato, e si è formato. Una fitta e intricata trama di elefantiache e ingiuste barriere che, di fatto, ledono la sua libertà di affermazione e, dunque, di ricoprire un ruolo sociale. In questo senso, gli ordini come contesto del privilegio, sono enti antidemocratici e antiliberali.
Società Libera apprezza e sostiene integralmente le analisi svolte in proposito da Francesco Giavazzi che pone in evidenza il carattere comunitaristico asfissiante degli ordini, che scoraggia la trasparenza, l'efficienza, il merito e incoraggia, viceversa, un'altra capacità: quella di crearsi delle conoscenze utili per farsi cooptare in un “clan”. E' un problema che piaga gran parte della vita produttiva del Paese fatta di liturgie avviluppate.
L'individuo è soverchiato dall'azione autoreferenziale degli ordini professionali che, certo, se fossero solo associazioni finalizzate all'informazione, alla promozione di una professione, sarebbero meritevoli.
Il 28 novembre Società Libera ha organizzato un dibattito a Milano tra Piero Fassino, Giulio Giorello e Piero Ostellino. E’ emerso che i Democratici di Sinistra stanno avviando una faticosa fase di rinnovamento culturale. Fassino, proprio a Milano, ha affermato che la questione degli ordini può essere oggetto di discussione aprendo così un varco nella sinistra italiana. 
Società Libera si augura che alle parole seguano azioni ferme e conseguenti e ribadisce il suo sostegno a coloro i quali intendano imprimere una carica di rinnovamento vero, forte, deciso per la liberalizzazione degli ordini professionali. Ne trarrebbero ricchezza e respiro la democrazia e il liberalismo in questo Paese. 

LA LIBRERIA DI SOCIETA' LIBERA
di G. Pagano

ARTICOLI:

- Privatizzazioni al palo una sfida da giocare per la cultura liberista di Massimo MUCCHETTI (4 dicembre 2005) www.corriere.it

- Nè sinistra nè destra, la Arendt contesa di Pierluigi PANZA (4 dicembre 2005) www.corriere.it

- Lo spettro dei nuovi rivoluzionari di Biagio DE GIOVANNI (10 dicembre 2005) www.ilriformista.it

LIBRI:

Sergio Romano "Libera chiesa. Libero Stato" Longanesi, pp.150 10 €

L'unità d'Italia fu fatta contro la volontà della Chiesa di Roma, ma l'Italia non fu mai veramente laica […] www.societalibera.org/recensioni/recensioni.htm

Luciano Gallino "L'impresa irresponsabile" Einaudi, pp.270 15 €

Da tempo, su scala internazionale, e' sorto l'impegno a sostenere le imprese affinchè agiscano in modo socialmente meno irresponsabile. E' definita tale, infatti, un'impresa […] www.societalibera.org/recensioni/recensioni.htm

FRAMMENTO:

La lotta per raggiungere una vetta basta da sola a riempire il cuore di un uomo.

G. Fenizi "Il secolo crudele" Bardi Editore, 1999, cit. p. 228

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IL MANIFESTO DELLA LIBERTA'

La newsletter è stata redatta da: Vittorio Alberti (Roma), Paolo Avanti (Milano), Giuseppe Dicorato (Milano), Fabrizio Garavaglia (Milano), Maria Cristina Nardini (Roma) e Giancarlo Pagano (Napoli).

 

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