Condividi |

SOCIETA' LIBERA INFORMAZIONE N. 32 - 22 gennaio 2002

E' OPERATIVO IL PORTALE ITALIANO SUL LIBERALISMO: www.societalibera.org

* AGENDA

PARMA - Venerdì 25 gennaio - ore 21.00 - Via Farini, 26 - Riunione del Circolo
MILANO - Martedì 5 febbraio - ore 21.00 - Via Mangili, 3 - Riunione del Circolo
ROMA - Mercoledì 6 febbraio - ore 17,00 - Via dei Prefetti, 17 - Riunione del Consiglio Direttivo
TORINO - Giovedì 7 febbraio - ore 20.30 - Riunione del Circolo

* NOVITA' SUL SITO

Nella sezione "il documento di..." segnaliamo Giustizia e politica: un commento a
Guizot di Agostino Carrino

* RECENSIONE

Noam Chomsky, 11 settembre. Le ragioni di chi?, Tropea, 2001, pp.124 € 8,26

Gore Vidal, La Fine della libertà. Verso un nuovo totalitarismo?, Fazi, 2001 pp.120 € 12,91

Il mattino del 12 settembre 2001 i quotidiani di tutto il mondo titolavano a caratteri cubitali:
"Attacco all'America". Un messaggio la cui forza sconvolgente non era dovuta soltanto
all'entità della sciagura, ma anche alla tragica novità degli attentati. Dopo questi eventi sonosusseguiti sulla scena internazionale creando molta confusione e
alimentando interpretazioni parziali e semplicistiche.
Ecco allora due libri utili a chiarire alcuni aspetti della delicata situazione internazionale e
dei suoi futuri sviluppi. Il primo, di Noam Chomsky, è una interessante "conversazione" con i
giornalisti di alcuni notissimi quotidiani degli States; qui il prestigioso intellettuale americano
contribuisce a far luce sulle troppe ombre che ancora offuscano le recenti vicende internazionali.
Così affonda il bisturi dell'analisi nella gigantesca campagna che l'amministrazione americana
ha montato per legittimare l'attacco all'oligarchia talebana, da lei in precedenza
armata per contrastare l'invasione russa.
Anche Gore Vidal, nel suo saggio, argomenta in modo simile illustrando, con diversi esempi, come negli Stati Uniti sia stata praticata spesso, negli ultimi 50 anni, una politica repressiva al fine di
garantire la leadership dominante. Ma - prosegue l'Autore - se ciò poteva essere
giustificato in passato dalla necessità di mantenere un certo equilibrio tra le due superpotenze
durante la guerra fredda, ora questo vincolo è venuto a cadere.
In pratica - conclude Vidal - la tragedia delle Torri Gemelle non ha fatto altro che accellerare
un processo da tempo in corso negli Stati Uniti: le libertà individuali garantite
dalla democrazia americana, vengono disattese con sempre maggiore frequenza in nome della
lotta al terrorismo e alla droga.
Due libri, dunque, decisamente controcorrente.


Maria Cristina Nardini


* ECOFORUM

Il nostro ecoforum si presenta ben nutrito per il folto accumulo di interventi che si sono susseguiti
nel periodo natalizio.
Avanti prosegue il dibattito sul mandato di cattura europeo; anch’egli - come in precedenza Riccardo Lodi - ritiene che l’Italia abbia agito in maniera confusa e superficiale.
Carlo Calibano, invece, considera corretto il comportamento del nostro paese nella vicenda; una
sana dimostrazione di forza - dice - nei confronti di alcuni partners europei ostili all'Italia. De Tormes
è d’accordo con lui. E' poi la volta di Tempo che sottolinea una vistosa contraddizione:nessuno ha
provveduto a rendere omogenei gli istituti che disciplinano il processo penale nei paesi dell'are comune,
sicche' non ha senso parlare di mandato di cattura europeo. Conclude Maria Claudia Ferragni che
si dichiara d’accordo con Tempo e con quanti hanno in precedenza difeso l'azione dell'Italia.
Segnaliamo una serie di interventi avviati da Bordignon circa la collocazione politica dei liberali. Il
primo è di De Tormes: i liberali farebbero bene a rinunciare alla politica dei partiti. Gianni, invece, difende la presenza in politica aggiungendo che la cultura liberale consente di militare in qualsiasi formazione.
Altro intervento di Gianni è a commento del libro di Bruno Lai sulla ricezione del pensiero di Popper in Italia: non ha senso considerare liberale o socialdemocratico il grande filosofo austriaco poiché il suo pensiero va ben oltre le rigide collocazioni ideologiche. Bordignon non è d'accordo: questa dilatazione del pensiero di Popper gli pare eccessiva. Così finisce col perdere ogni caratterizzazione.
Un intervento di Vatri ridicolizza il potere, ormai palesemente incapace di nascondere le sue incapacità.
Avanti è favorevole ad un potere forte che assicuri reciproche garanzie. Lodi e Pagano, infine,
sottolineano che una società civile, matura ed evoluta, non avrebbe bisogno di tante leggi limitative della
libertà individuale poichè sarebbe in grado di "autocontrollarsi".
Chiude Vatri con una critica all’art. 18 della legge 300/1970 ( lo statuto dei lavoratori).

* IL FRAMMENTO

" Sarebbe bene se tutti ci ricordassimo che, mentre differiamo ampiamente nelle diverse, piccole cose che sappiamo, nella nostra infinita ignoranza siamo tutti uguali"

da: K.R. Popper, Congetture e confutazioni, Bologna, Il Mulino, 1972 pp.56.57

Archivio newsletter

Iscrizione alla newsletter